Una maxi storia di vendetta

L’Esordio con Coconino Press di Michele De Stefano con una “maxi storia di vendetta” è semplice, scorrevole con qualche intuizione narrativa molto interessante.

Un fumetto in cui il linguaggio è volutamente forte e volgare come la vita lo è con la protagonista, Giovanna.

Il libro si divide in momenti di racconto differenti, questa divisione è ben scandita dai colori delle tavole, il bianco e nero per la realtà, il blu per i pensieri più personali della protagonista e il rosso per le storie che quest’ultima inventa.

De Stefano, ci racconta di come Giovanna e Amleto, due fratelli con una famiglia burrascosa alle spalle, decidono di mettersi in cammino per vendicare la madre dall’uomo che l’ha resa invalida.

I due ragazzi partono,la cornice attorno ci fa respirare gli odori di un film di Danny Boyle, sono due fratelli in cerca di qualcosa, forse la quiete che a casa è inesistente o solo una ricetta che possa far sembrare loro “normale” la famiglia nella quale stanno crescendo.

Andando avanti per la strada si renderanno conto, che il mondo attorno non ha nulla di normale e che quel viaggio che stavano compiendo in cerca di una vendetta era semplicemente un allontanamento che loro per primi avevano scelto, una cosa naturale, che ci parla e ci fa tornare memoria di quel periodo chiamato adolescenza.

L’autore intervalla l’avventura e la ricerca dei due personaggi con qualche storia inventata di Giovanna, a volte su costrizione di Amleto, suo primo ed unico fan.

Le storie in rosso, quelle non reali, sono la trasposizione in fantasy di un cinismo che lega la vita intima e privata che anche per poco vorrebbe sognare con quella cruda, in bianco e nero della realtà.

Queste storie non sono affatto a lieto fine, sono storie autoconclusive che nella lettura ci aiutano a pensare con la testa della protagonista.

Immaginatevi di fare un tuffo in una persona sola, una persona che è nel pieno del suo sviluppo, che piano piano sta sciogliendo ogni groviglio attraverso la scrittura in un diario.

Questo è esattamente quello che accade nel viaggio di De Stefano, scoprire delle varietà di colori (in senso letterale del termine) all’interno di una persona.

Un fumetto che mettendo i Pixies nello stereo in una serata sola si consuma a dovere.

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